Mozambico: una realtà impressionante
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Padre Roberto Cappelletti, Salesiano originario del Veneto, da molti anni missionario in Brasile, ha sempre collaborato con la nostra Fondazione ed ora inizia una nuova esperienza missionaria in Mozambico.
Sono arrivato a Maputo, capitale del Mozambico, a fine febbraio di quest’anno; dopo 10 anni di Brasile, ho ricevuto la richiesta di andare a dare il mio aiuto in terra africana. Con l’esperienza in Brasile, vivendo e lavorando a contatto di bambini e ragazzi poveri delle favelas di Itajai e tra i popoli indigeni dell’Amazzonia, pensavo di aver già visto di tutto: mi sbagliavo alla grande.
In Mozambico, in poco più di due mesi, ho potuto toccare con mano e vedere con i miei occhi, una realtà di povertà estrema, che mi ha sconvolto.
Dopo 16 anni di guerra civile e con un regime ancora al potere, il Paese è ridotto ad un cumulo di macerie e di situazioni estreme di miseria: bambini e ragazzini a centinaia, per strada, cercando di racimolare qualche spicciolo portando sacchi più pesanti di loro o vendendo ai camionisti provenienti dal Sud Africa qualsiasi mercanzia possibile e immaginabile. E, come si può capire, lasciando la scuola già dopo i primi anni di elementari.
In questa situazione, i Salesiani di Don Bosco portano avanti un lavoro educativo incredibile, attraverso centri professionali, oratori, parrocchie e scuole elementari e medie. Sono circa 5000 gli adolescenti e ragazzi che ogni giorno frequentano i corsi professionali nei vari centri salesiani del Paese.
Per quel poco che ho visto, ciò di cui c’è più bisogno è la presenza costante dei Salesiani tra i bambini e ragazzi: a volte l'urgenza di gestire i centri ruba il tempo alla cosa più importante: la presenza quotidiana tra i destinatari, bambini, ragazzi e giovani poveri e bisognosi di tutto.
Sono in Mozambico con il compito di coordinare a livello economico le varie missioni salesiane: non è propriamente il mio campo, visto che sono sempre stato impegnato nella pastorale, nella coordinazione di scuole e oratori e mai nelle responsabilità finanziarie ed economiche. Vedremo cosa riuscirò a fare!
Certamente accompagnerò da vicino i progetti di sostegno a distanza (SAD) e di aiuto ai più piccoli delle nostre realtà, perché è l’aspetto che, secondo me, manca di più. Ci sono tanti progetti per adolescenti e giovani, ma poche idee e iniziative per i bambini e ragazzini delle elementari e medie. In questi anni, ho maturato la convinzione che il nostro Sistema Preventivo salesiano è tanto più valido, quanto più si accompagnano i nostri destinatari fin da piccoli.
Chiedo una preghiera per la Visitatoria salesiana del Mozambico, perché alimenti sempre il proprio cuore con lo spirito di Don Bosco. Grazie!
Padre Roberto Cappelletti sdb