Le conseguenze sono terribili: questi bambini si ritrovano a vivere fuori casa, sulla strada, in condizioni disumane e alla mercé di sfruttatori e trafficanti.
Questa credenza nasce all'interno delle comunità in cui si stanno diffondendo sempre più sette, "chiese", profeti, esorcisti e guaritori che compaiono dal nulla e fanno la loro fortuna a scapito di una popolazione superstiziosa, traumatizzata e senza protezione, vendendo false speranze e falsi idoli: per motivare le crisi e i cambiamenti della società, le persone ricorrono sempre di più a spiegazioni pseudoreligiose o magiche, dove satana e gli spiriti maligni sono gli attori principali di quanto succede.
A Mbuji Mayi, da ormai quasi 25 anni, è attivo il Centro Muetu Don Bosco nel quale i Salesiani, oltre a gestire una parrocchia e un oratorio, garantiscono formazione a circa 1.870 alunni con la scuola elementare, le classi di recupero scolastico e alfabetizzazione, la scuola superiore con indirizzo pedagogico e scientifico e un centro di formazione professionale.
All’interno del Centro, vengono ospitati anche i bambini in situazioni di vulnerabilità con un servizio di prima accoglienza per bambini di strada per il quale opera un team di educatori e assistenti sociali, che segue il percorso dei bambini senza imporre regole troppo rigide.
I bambini, infatti, devono ritrovare la stima in se stessi, profondamente minata dai traumi subiti, dalle pressioni e dalle colpe che vengono inflitte loro dalle famiglie e dalla società.
L’opera dei Salesiani è dotata, inoltre, di 4 case per l’accoglienza a lungo termine, nate per ospitare ragazzi e ragazze accusati di stregoneria, con età compresa tra 1 e 18 anni, che per diversi motivi non possono ritornare in famiglia.
Oggi l’obiettivo dei Salesiani è dar vita, all’interno del Centro Muetu Don Bosco, ad un programma specifico dedicato ai bambini più piccoli, fino ai 6 anni, al fine di poter creare una solida base per poi inserirli all’interno della scuola elementare già attiva, un percorso che comprenderà la costruzione di una scuola dell’infanzia e l’organizzazione di un servizio di presa in carico di questi bambini (istruzione pre-scolastica, programma nutrizionale, accesso a cure sanitarie, igiene personale).
Per realizzare a pieno questo progetto, la Fondazione Opera Don Bosco onlus sostiene la costruzione di una casa per la prima accoglienza dei bambini vulnerabili e che vivono per strada.
I lavori, avviati a febbraio scorso, stanno procedendo celermente, malgrado i problemi legati alla pandemia.

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