02 dicembre 20 - REP. DEM. DEL CONGO: DA BUKAVU A GOMA, RITORNO IN FAMIGLIA DI JEAN MICHAËL

Don Piero Gavioli, Direttore del Centro Don Bosco di Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo, ci scrive per raccontarci una storia di speranza, in un momento drammatico come quello che tutto il mondo sta attraversando a causa della Pandemia.

«Jean-Claude Michaël è nato nel 2003 a Goma. Sua madre è morta due mesi dopo la sua nascita. Il bambino è stato affidato alle cure di una zia con la quale è rimasto fino all'età scolare. In seconda elementare, il bambino inizia a essere instabile. Diversi membri della famiglia, incontrati durante la ricerca di parenti che abbiamo effettuato a Goma, confermano che Jean-Claude era ingestibile: poteva allontanarsi da casa in qualsiasi momento senza salutare e ritornare solo dopo molti giorni.
Dopo essere stato accolto al Centro Don Bosco, Jean-Claude ci ha raccontato di essere rimasto nella città di Bukavu perché quando aveva 8 o 9 anni ha accompagnato suo padre al villaggio natale paterno, a Ciriri (quartiere periferico di Bukavu) e si è perso. Non trovando più suo padre e non sapendo dove andare, si è rifugiato in strada. Ma non ha mai dimenticato che suo padre viveva a Goma, nel quartiere di Kiziba 2.
Jean Claude è stato accolto al centro Don Bosco nell'aprile 2019, dopo aver trascorso più di 7 anni in strada. Ha detto di essere stato portato in altri centri, ma dopo pochi giorni non si adattava e tornava in strada, senza mai pensare di ricongiungersi alla propria famiglia. Quando il Centro Don Bosco ha iniziato a identificare i bambini di strada, Jean-Claude si è presentato ed è stato accolto con altri bambini ospite al Centro. Dopo un periodo di adattamento, è stato iscritto al livello 2 del programma di recupero scolastico, per l'anno 2019-2020.
Durante la ricerca dei parenti, abbiamo scoperto che suo padre, su cui si potrebbe fare affidamento per il ricongiungimento del bambino, vive in estrema povertà, in un piccolo cantiere, per il quale fa il custode. Dorme per terra, mangia grazie all'aiuto di una giovane donna vicina. Ha avuto 3 figli, due maschi e una femmina. Quest'ultima è già deceduta. Un altro fratello dovrebbe essere ancora a Goma, ma non si sa dove.
Nella ricerca di altri membri della famiglia a Goma, abbiamo trovato lo zio paterno, la zia materna, due cugini e infine suo padre. Tutti hanno parlato dell'instabilità che caratterizza il bambino. Ma tutti hanno espresso un'immensa gioia nell'apprendere che era ancora vivo: non vedendolo più tornare a Goma, pensavano che fosse morto.
Al termine del confinamento dal 14 agosto al 18 agosto 2020 a causa del Coronavirus, abbiamo condotto una missione di mediazione a Goma con i familiari di Jean-Claude per vedere se il suo ricongiungimento familiare fosse possibile. Abbiamo potuto riunire suo padre, due cugini, i figli dello zio paterno, la moglie di uno di loro, e lo stesso Jean-Claude. Non ci è parso auspicabile riportare Jean-Claude da suo padre: anche lui è instabile, cambia spesso domicilio quando non può pagare l'affitto, non dà garanzia di prendersi cura di suo figlio.
I
fratello maggiore Félicien con la moglie hanno accettato di accogliere Jean-Claude. Il ricongiungimento avverrà solo dopo la fine dell'anno scolastico 2019-2020 e la pubblicazione dei risultati finali. Ma già in questo incontro di mediazione Jean-Claude è stato ben accolto dai figli del fratello maggiore e da sua moglie. Tutte le parti hanno convenuto di iniziare a preparare il ritorno del ragazzo in famiglia. Félicien ha detto che la loro porta sarà aperta quando arriverà il momento.
Il 10 ottobre 2020 si è svolta presso il Centro Don Bosco la prima celebrazione ufficiale (e solenne) del ricongiungimento con le famiglie dei ragazzi accolti. Alla presenza della direttrice nazionale e di altri membri di Louvain Cooperation (la ONG partner del progetto di riunificazione dei bambini) e alla presenza di quasi tutti i genitori che risiedono a Bukavu e dintorni, abbiamo prima celebrato una messa per ringraziare il Signore, poi, l'assistente sociale e lo psicologo del Centro hanno dato gli ultimi consigli a famiglie e bambini.
Al termine, c'è stata la proclamazione dei risultati scolastici e la consegna di un piccolo premio ai 5 ragazzi che si sono distinti per la loro buona condotta al Centro. Infine due genitori hanno espresso la loro gratitudine per l'azione del Centro che ha cambiato completamente il comportamento dei loro figli. A mia volta, ho promesso che il Centro Don Bosco continuerà, secondo le sue possibilità, a sostenere l'educazione dei bambini riuniti alle proprie famiglie.
I famigliari di Jean-Claude che vivono a Goma non hanno potuto assistere alla celebrazione, ma pochi giorni dopo, Jean Claude è stato accompagnato a Goma dall'assistente sociale del Centro, dopo la pubblicazione dei risultati scolastici arrivati in ritardo a causa del confinamento. Il ragazzo è stato promosso con una media dell'85 % e continuerà a frequentare la scuola del 3° livello o del 6° anno a Goma. Come gli altri bambini, ha ricevuto un kit di ricongiungimento: una borsa di vestiti (pantaloni, scarpe, mutande, canottiera, spazzolino da denti e dentifricio, creme, lenzuola, coperte, T- Shirt), un materasso e un letto.
Il viaggio di ricongiungimento si è concluso dopo diverse fasi di sostegno e preparazione per il ragazzo, oltre a visite e colloqui con la famiglia. Al Centro Don Bosco l'accompagnamento personalizzato e le parole di incoraggiamento di ogni giorno hanno aiutato Jean-Claude Michaël a trovare progressivamente l'equilibrio.
Anche a scuola, i suoi insegnanti ed educatori hanno dato un parere positivo, Jean-Claude ha seguito il livello 2° della scuola di recupero ed è stato promosso. Il Centro Don Bosco lo aiuterà a proseguire gli studi del 6° anno di scuola elementare in una scuola di Goma vicina a casa sua.
In un tempo di angoscia e preoccupazione come quello che stiamo vivendo, volevamo donarvi una piccola storia che dona speranza a tutti»!

Buon Natale!

Don Piero Gavioli
Direttore Centro Don Bosco Bukavu